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La terza sezione penale della Corte di
Cassazione con la
sentenza depositata il 3 settembre 2007 n. 33768, ha
chiarito defintivamente una problematica che negli ultimi
anni ha infervorato gli utenti della rete, in particolar
modo quelli dediti al gioco ed all'utilizzo della
Playstation.
Ed infatti, contraddicendo l'indirizzo
dettato dalla Corte d'Appello di Bolzano, ha asserito che la
vendita dei chip atti ad utilizzare utilizzare anche
videogiochi masterizzati nella Playstation, costituisce
comportamento penalmente rilevante e, pertanto, penalmente
sanzionabile.
E' stata così annullata una sentenza che
aveva assolto un venditore di "mod chip" che aveva
apportato delle modifiche alla Playstation. L'assoluzione
verteva sulla base dell'assunto che l'episodio "non
risultava all'epoca dei fatti riconducibile ad alcuna
ipotesi criminosa".
La Suprema Corte ha ora chiarito che il reato
sussiste anche prima dell'entrata in vigore della riforma
normativa poiché la legge punisce "chiunque produce,
utilizza, detiene per la vendita, pone in commercio, vende,
noleggia o cede a qualsiasi titolo sistemi atti ad eludere,
decodificare o rimuovere le misure di protezione del
diritto".
Avv. Bruno Fiammella |